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Le migliori città per nomadi digitali in Spagna

Lavorare a distanza

Vi siete mai chiesti come sarebbe lavorare da una città diversa anziché da casa come in questo periodo? Io, un bel po’ di volte e ho fantasticato su diverse mete esotiche.

A questo mondo, però, ci sono persone che anziché fantasticare, hanno davvero la possibilità di scegliere da dove lavorare. Sto parlando dei nomadi digitali, ossia, di coloro che, grazie ad una connessione wifi, riescono a lavorare senza vincoli da ogni angolo del mondo.

Tuttavia, per loro, la ricerca della città perfetta in cui trovare il giusto equilibrio tra vita e lavoro, non è facile. Ci sono tanti fattori da dover prendere in considerazione, come ad esempio l’essere sempre raggiungibili.

Tra tante città papabili, ce ne sono due a cui tengo particolarmente e che sono Barcellona e Valencia. In questo post vi spiegherò come mai queste due città spagnole sono solo alcune delle più gettonate tra i nomadi digitali.

Barcellona, la città tecnologica

Negli ultimi anni Barcellona ha suscitato un forte interesse internazionale non soltanto per il suo patrimonio artistico e culturale, ma perché si è aperta all’innovazione e alla tecnologia.

Non a caso è la città con il maggior numero di startup in Spagna e la città dove, ogni anno, si svolge una delle fiere più importanti al mondo per la telefonia, il Mobile World Congress.

A Barcellona esiste addirittura un distretto per l’innovazione, il 22@, dove hanno sede migliaia di aziende del settore energetico, informatico, biomedico, del design e dei media.

Un quartiere che agli inizi degli anni 2000 era solo un’area industriale spenta e spoglia, e che oggi è il centro nevralgico della sperimentazione e della cultura moderna.

Spazi coworking e caffetterie per nomadi digitali a Barcellona

L’ambiente business-friendly e cosmopolita di Barcellona attrae tantissimi nomadi digitali. Ecco perché non mancano spazi coworking e caffetterie dove restare delle ore senza che nessuno inviti a sloggiare in fretta!

Vetrina di un coworking
Foto di Helena Lopes da Pexels

Coworking

Tra i coworking più interessanti di Barcellona c’è La Vaca, situato nel quartiere Poble Sec. Uno spazio grande e luminoso che dispone di internet ad alta velocità, una sala riunioni insonorizzata, stampanti, scanner, una caffetteria self-service, una cucina attrezzata ed un salotto dove poter chiacchierare con gli altri soci. Per di più, al suo interno, si organizzano anche numerosi eventi a cui partecipare.

Il coworking con la miglior vista, invece, è senza dubbio il One Co Work, nel Port Vell (il porto di Barcellona nei pressi della Barceloneta). Al suo interno ci sono sia uffici privati che semplici scrivanie da poter affittare, per un solo giorno o un mese intero, e con tutti i comfort possibili.

Mentre, tra i coworking più grandi c’è MOB, che sin dall’apertura nel 2011 ha lavorato per creare una vera e propria community di imprenditori e creativi. Una grande famiglia che non condivide solo uno spazio, ma anche la conoscenza e nuove opportunità di business.

Brunch & Caffetterie

A Barcellona ci sono davvero tantissime caffetterie, bar e brunch restaurant da dove lavorare.

caffetteria per nomadi digitali
Foto di Daria Shevtsova da Pexels

Inizio subito da Coco Coffice, un cafè molto originale che sta a metà strada tra un classico coworking e una caffetteria con wifi. Si trova in Calle Manso 17, nel quartiere Sant Antoni, ed è perfetto perché non c’è bisogno di diventare soci o di acquistare un pass giornaliero per accedervi. Se c’è posto, ci si accomoda e si paga per ogni ora sfruttata. Nel prezzo sono inclusi caffè, té, altre bibite, torte, cookies e frutta!

Robot House, invece, si trova a due passi dalla Pedrera, in Calle Provenza 316, ed è uno spazio creato affinché le persone possano lavorare, creare o parlare dei loro progetti. É aperto tutto il giorno e serve gustose bowls ed insalate preparate con prodotti locali e brunch nel fine settimana.

Per finire, menziono la catena di caffetterie Sandwichez. A Barcellona ce n’è una in ogni quartiere e non sono mai affollate, hanno una buona connessione wifi e dei succhi di frutta naturali preparati al momento davvero buoni.

Su LaptopFriendly potete consultare altri spazi bellissimi da dove lavorare. Il sito è davvero fantastico, perché elenca nel dettaglio le caratteristiche di ogni caffetteria.

Divertimento e Lifestyle

I nomadi digitali amano Barcellona anche per altre ragioni. Facendo un giro sulla Barceloneta è evidente che la combinazione mare – città è imbattibile. Avere a pochi passi uno spazio così grande dove trascorrere il tempo in compagnia e fare sport è un plus da non sottovalutare.

Inoltre, a Barcellona non ci si annoia davvero mai. C’è sempre qualcosa da fare, un’evento a cui partecipare o una festa di quartiere a cui prendere parte.

È una città che pullula di artisti e musicisti. Ci sono esposizioni fotografiche continue, mostre di ogni tipo, laboratori creativi e sperimentali e soprattutto tanti festival e concerti. Il Cruilla, il Primavera Sound e il Sonar sono solo alcuni dei festival più conosciuti a livello internazionale.

immagine di un concerto musicvale
Foto di Vishnu R Nair da Pexels

Infine, Barcellona è perfettamente connessa al resto della Spagna e del mondo, permettendo così a tutti i suoi cittadini di viaggiare in maniera rapida ed economia ovunque.

È una città in cui ci si può muovere a piedi, in bici, in moto sharing elettrico e in monopattino. Sebbene trafficata nelle ore di punta, difficilmente si arriva tardi ad un appuntamento (a meno di non essere ritardatari cronici).

Tuttavia, e qui arriva la nota dolente, Barcellona è una città cara. Gli affitti sono decisamente alle stelle (un monolocale di appena 50 mq può costare dai € 750 in su al mese), i mezzi pubblici sono cari (un biglietto singolo del metro/bus costa €2,40), anche il cibo è abbastanza caro, se paragonato ad altre città spagnole ovvio.

Insomma, una metropoli molto appetibile con tanti aspetti positivi, ma altrettanti ed inevitabili aspetti negativi.

Valencia, la città intelligente

Se Barcellona è la città del tutto, Valencia è la città del poco ma buono!

Chi la sceglie sa che vi troverà un ambiente molto più tranquillo e rilassato, prezzi accessibili (il costo di monolocale in affitto parte dai € 550 e un biglietto singolo della metro/bus costa € 1,50) e una qualità di vita invidiabile. Una città intelligente che mira alla sostenibilità e all’accessibilità.

Per questo, da qualche anno, qui hanno trovato terreno fertile numerose startup e nomadi digitali, con la conseguente crescita di eventi, fiere e nuovi e funzionali spazi coworking, oltre a caffetterie nomad-friendly (sebbene su scala minore rispetto ad altre città).

L’esperienza di Silvia Bagnale

Un esempio di nomade digitale/freelance trapiantata a Valencia è la mia amica Silvia Bagnale, interprete di conferenza e traduttrice italiana.

Lei da anni porta avanti la sua attività dalla scrivania di un coworking di Valencia e, almeno per il momento, non ha intenzione di cambiare il suo stile di vita, che la porta spesso, per esigenze lavorative, anche in altre città spagnole o italiane.

Ho chiacchierato un po’ con lei sull’argomento e mi ha spiegato come mai adora lavorare in un coworking invece che a casa.

“Non potrei mai lavorare da casa, innanzitutto perché sono una persona molto attiva e non amo la solitudine. Se lavorassi da casa passerei la giornata in silenzio e impazzirei. Oppure rischierei di interrompermi spesso facendo altro (lavatrici, cucinare, pulizie varie ecc.). Credo sia essenziale creare una separazione tra vita privata e vita professionale.”

Un modo per fare networking

Ogni nomade digitale cerca di ampliare il proprio orizzonte, sia culturale che lavorativo. Per questo motivo, lavorare in un ambiente vario e dinamico come quello di un coworking è perfetto per creare una rete di relazioni professionali che si mantengono nel tempo e che si basano sulla fiducia reciproca.

nomadi digitali lavorando in un coworking
Foto di Canva Studio da Pexels

Per esperienza personale, Silvia dice che in un coworking “si possono incontrare altri liberi professionisti con cui fare networking e creare nuove opportunità lavorative, o anche solo conoscere altri settori, ampliare prospettive, avere feedback da persone che sostanzialmente vivono la tua stessa realtà. Nel mio coworking negli anni si sono alternate varie linguiste come me e spesso ci siamo salvate la pelle a vicenda! Ci aiutiamo in caso di incertezze, confrontiamo notizie o opportunità, sciogliamo dubbi sui software che utilizziamo, e così via. Ho anche tradotto materiali per altri coworker o per loro contatti o clienti, quindi posso confermare per esperienza diretta che la possibilità di ricevere incarichi grazie alla rete che si crea nel coworking è reale. Per non parlare del vantaggio di poter rivolgere domande tecniche ai programmatori lì presenti! Insomma, ci arricchiamo tutti a vicenda.”

Mosaico Space & Events

Mosaico Space & Events è il coworking da dove Silvia si collega ogni giorno con i suoi cliente in giro per l’Europa, e si trova in piena Plaza del Ayuntamiento, ubicazione che più centrale di così è impossibile.

Il coworking non è grandissimo, ma l’ambiente è familiare, come piace a lei. Ci sono sia uffici privati sia spazi condivisi, come il balconcino sul quale fare due chiacchiere e prendere un caffè. C’è silenzio e grande rispetto quando si lavora, aspetto essenziale per chi come lei ha bisogno di grande concentrazione.

Fino a qualche anno fa, i coworking a Valencia erano davvero pochissimi. Poi ne sono stati aperti alcuni grandi, in stile corporate, e altri più piccolini ed informali. Solitamente offrono tutti tariffe mensili, sono pochi quelli che danno l’accesso giornaliero.

Brunch & caffetterie

Per quanto riguarda le caffetterie per nomadi digitali, a Valencia non ce ne sono tantissime. Secondo Silvia,”non è comune vedere qualcuno con un PC in un bar”.

Per cui, oltre al tipico Starbucks, c’è il brunch restaurant Federal Café, la catena di caffetterie Liao Pastel ed il Bastard Coffee & Kitchen, dallo stile americano.

Brunch per nomadi digitali
Foto di Vishnu R Nair da Pexels

Un ultimo brunch restaurant consigliato da Silvia e a quanto pare bellissimo dal quale si può lavorare è il Boa Beach, sul Passeig de Neptú, con tanto di vista mare!

A ritmo lento

Come dicevo, Valencia è una città decisamente più tranquilla rispetto a Barcellona, ma non per questo meno attraente.

Anche Valencia ha il suo lungo mare e la sua spiaggia, i suoi bar de tapas, ristoranti e pub da frequentare la sera. Inoltre, un bellissimo parco da fare invidia al Retiro di Madrid!

É una città fresca, giovane e perfetta per vivere una vita slow.

pedalando per Valencia
Foto di Tiago Alves Araujo da Pexels

Per conoscere più da vicino questa città, leggi anche il post sulle 5 curiosità da sapere su Valencia.

16 Risposte a “Le migliori città per nomadi digitali in Spagna”

  1. Ho vissuto alcuni mesi a Barcellona, e non posso che confermare il lato innovativo, digitale e smart di questa città! Anche se, purtroppo, come hai scritto non è una città a buon mercato, soprattutto in fatto di affitto! Mi manca invece Valencia, che da tanto vorrei visitare!

  2. Il mio compagno è proprio di Valencia, tra le nostre varie domande c’è quella di dove mettere radici. Al momento viviamo a Londra ma non sarà per sempre. Un occhio è rivolto a Valencia

  3. Purtroppo non ho avuto mai l’occasione di visitare la Spagna ma sono molto attirata da Barcellona e dai suoi spazi coworking, a Torino ne conosco due che frequento spesso e lì ho anche conosciuto molte persone

  4. Interessante e ricco di informazioni questo articolo. Mi piacerebbe molto fare almeno un’esperienza come nomade digitale, anche solo un periodo. Deve essere molto stimolante. Grazie per l’approfondimento ☺️

  5. Valencia e Barcellona mi sembrano due ottime scelta per il lavoro da nomade digitale. Vivo in Andalusia da oltre 10 anni e se dovessi scegliere una città per svolgere questo tipo di lavoro mi focalizzerei su due elementi per me fondamentali: un buon clima e la presenza del mare. Ecco perché sono finita a Malaga!

    1. Malaga tra l’altro è un’altra città spagnola con un grande potenziale da questo punto di vista. Io ci sono stata diverse volte e la combinazione mare-città ed economicità sono perfette. Inoltre, è un importe hub del sud.

  6. Diventare nomade digitale e poter lavorare dove si vuole, sicuramente è un sogno nel cassetto. Prediligerei città che vertono più sullo slow tourism come Valencia in questo caso, ed anche meno care rispetto alle capitali, anche se ci sarebbero meno eventi.

  7. Non sarebbe male lavorare in città così stimolanti in uno spazio in co-working. Sicuramente esperienze formative molto interessanti. Tra le due io comunque sceglierei Barcellona

  8. Sono due città sicuramente molto belle e stimolanti, probabilmente ideali per un nomade digitale. Visto però il periodo dove non ci sono grossi eventi, concerti ecc. ecc. io sceglierei un posto più economico e con più natura, tipo le Isole Canarie o un posticino nel nostro Sud Italia, tipo in Sicilia o in Puglia.

    1. E sono d’accordo con te! Il periodo non è dei migliori, quindi sicuramente una città più tranquilla andrebbe bene!

  9. L’idea del co-working è moderna e stimolante, io purtroppo penso di non avere più l’età per un cambio di abitudini così radicali ma ricordo alcuni anni fa a New York che avevo trovato sorprendente la possibilità di restare da Starbucks un pomeriggio con il computer acceso e un solo bicchiere di caffé!

    1. Alcune volte è davvero piacevole ritrovarsi in una situazione così: NYC + PC + Caffè!

  10. Non ho mai avuto difficoltà a scrivere e pubblicare in viaggio proprio perchè ormai Si è perennemente connessi, anche negli hotel E’ qui infatti che preferisco concentrarmi… forse per l’ambiente più raccolto e meno frequentato. Devo dire che in Spagna, che frequento davvero molto, non ho mai avuto problemi di wi fi …infatti anche da cellulare siamo sempre riusciti a connetterci da qualsiasi posto. Anche dalle cervezerie meno rinomate. Questo ovviamente riferito alle grandi città.

  11. Un articolo davvero completo e interessante su un argomento che mi affascina e che purtroppo conosco pochissimo. Il mio è un lavoro d’ufficio, sempre a contatto con il pubblico, per cui devo ammettere che mi piacerebbe non poco avere la possibilità di lavorare un po’ da qualunque posto, in uno spazio di co-working ma anche in una caffetteria. Forse è una cosa più diffusa all’estero che in Italia, e in effetti la Spagna mi ispirerebbe molto. Valencia non la conosco per niente per cui non sarebbe male!

    1. Grazie mille! É un’esperienza che sarebbe interessante vivere, sono d’accordo!

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